Flash fiction: due frasi e l’horror è servito

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C’è chi le chiama “two sentences stories“, chi invece le definisce “flash fiction“. Sono storie, generalmente dell’orrore, composte da sole due frasi, in cui l’autore cerca di costruire una narrazione efficace e completa di tutti gli elementi che una buona storia dovrebbe avere, nonostante la brevità del componimento.

Fredric Brown, scrittore statunitense di fantascienza, è noto proprio per questa capacità di scrivere racconti brevi incredibilmente evocativi. Nel suo racconto “Toc Toc“, pubblicato nel dicembre 1948 per la rivista Wonder Stories, Brown scrive: “C’è una soave, piccola storia dell’orrore che è lunga soltanto due frasi”. E continua:

L’ultimo uomo sulla Terra sedeva da solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta.

Ho raccolto e tradotto le flash fiction più belle trovate on-line. Racconti brevissimi da gelare il sangue. Paura?

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Doctor Who: Top Five Companions

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Il Dottore è tornato. Ai nastri di partenza stasera sulla BBC la nona stagione dell’era moderna di Doctor Who, accompagnata come sempre da una folta scia di anticipazioni e spoilers dell’ultima ora. Ormai ufficiale l’abbandono di Clara Oswald, così come è certo il ritorno della villain Missy, per una stagione che deve recuperare terreno dopo le inevitabili critiche agli ultimi deludenti episodi che hanno visto debuttare Peter Capaldi nei panni del Dottore.

E visto che un riepilogo in questi casi è quasi d’obbligo, mi sono divertito a stilare la classifica delle mie companions preferite. In attesa di scoprire nei commenti la vostra Wibbly Wobbly Timey Wimey top five.

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Ho trovato una lettera per strada

Cara Simona,

ho trovato per strada questa lettera che ti hanno scritto i tuoi amici, o almeno questo mi fa piacere pensare che fossero per te, dei buoni amici. Quando mi sono accovacciato per fotografarla, qualcuno mi ha guardato con l’aria perplessa. Io mi sono vergognato un po’. Non perché mi fossi quasi seduto sull’asfalto appena messo in posa in una Via Ostiense che ogni giorno vedo sempre diversa, ma perché stavo entrando nella tua vita con una violenza che non mi appartiene. Eppure l’ho fatto. Ho letto questa lettera strappata e ho pensato che fosse un peccato che tu l’avessi gettata via. Quindi mi sono convinto che ti sia semplicemente scivolata da una tasca, o dalla borsa.

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Ho provato a fare a casa il succo d’anguria virale su Facebook

Sono giorni che la mia home di Facebook è invasa da un video virale in cui qualcuno riesce a realizzare del succo d’anguria liscissimo e senza semi direttamente dal frutto, senza usare nient’altro che un frullino.

Ho deciso di provare a farlo anch’io. E forse era meglio starsene sul divano con una birra gelata in compagnia di Real Time con Gordon Ramsay che insultava un ristoratore a caso. Ma andiamo per gradi.

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Prima di tutto: il documentario italiano che grida #LoveWins!

Prima di Tutto - Marco Simon Puccioni

Da oggi è in vendita il dvd di “Prima di Tutto”, il documentario di Marco Puccioni che vi fa entrare nella storia di una coppia di uomini diventati padri di due gemelli grazie all’aiuto di due donne americane che li hanno accompagnati nel percorso della gestazione per altri. Un lungo ed emozionante viaggio raccontato in prima persona, che ha portato Marco e il suo compagno Giampietro a diventare padri in California per poi vivere in Italia come famiglia omogenitoriale.

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In finale al Fringe Festival 2014 il racconto emozionante de Il Fulmine nella terra – Irpinia 1980

Il Fulmine nella terra Orazio Cerino

Così come il presente è scandito dalle lancette dell’orologio, il passato non può che essere suddiviso in ricordi, sensazioni, colori, suoni e visioni. Che progetti facevate e chi vi era accanto quando è crollato il muro di Berlino? Dove eravate quando sono state abbattute le Torri Gemelle di New York? E che cosa stavate guardando in tv quando un’edizione straordinaria del telegiornale vi ha annunciato la morte di Osama Bin Laden?

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La Piscina: dal 1969 un film francese di glamour e perversione

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Ogni venerdì ilballodelcervello.com ospita una mia rubrica cinematografica dal titolo “and the winner is…”, nella quale consiglio i film che credo valga la pena di vedere.

“Il mio dramma è che quando una ragazza si interessa a me, io me ne innamoro subito. È questo che mi blocca. Forse perché non ho avuto abbastanza esperienze. Sono rimasto vergine fino a venticinque anni, fino al mio secondo matrimonio. Capisce? È per questo”.
– “Ma è vero quello che dice?”
– “No, purtroppo non è vero…”

…and the winner is “La Piscina“!

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Dal 2011 un film di polvere, dolore e paure ancestrali: Ruggine

Ruggine

Ogni venerdì ilballodelcervello.com ospita una mia rubrica cinematografica dal titolo “and the winner is…”, nella quale consiglio i film che credo valga la pena di vedere.

Compiti della settimana: provare ad immaginare come i traumi del presente possano influenzare il nostro futuro, provare a dipanare le paure partendo dal passando, cercare un filo rosso che attraversa il tempo della nostra vita.

…and the winner is “Ruggine“!

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Per Dieci Minuti: su LaEffe un programma… semplicemente bello

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Che bella idea questo “Per Dieci Minuti”! Ispirato all’ultimo successo editoriale di Chiara Gamberale, il programma segue cinque persone comuni alle prese con un problema, un mostro da affrontare. Come la protagonista del romanzo, anche gli eroi di questo che è a tutti gli effetti uno show a metà fra il factual e il game, devono fare ogni giorno, per un mese, qualcosa di nuovo che occupi almeno dieci minuti del proprio tempo. Non si vince niente, e non si ha nulla da perdere.

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Grande Fratello. Un pubblico di affamati senza pane? Che mangino brioches!

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Niente di nuovo sul fronte del Grande Fratello. Il format è ormai materia prima maneggiata senza cura da gente che non ha più idee, o non ha più voglia di correre rischi. Un riposo di quasi due anni, la promessa di un ritorno alle origini; attese tradite da un esordio che appare tragicamente come una replica già vista (almeno dodici volte, numero pari a quello delle scorse edizioni del reality).

Si fa molta fatica a credere che non sia venuta in mente nemmeno un’idea per rinnovare una formula allo stremo delle proprie possibilità, e che tutto sia rimasto sorprendentemente uguale a se stesso. Eppure è proprio così. Fatta eccezione per lo studio che ospita una ripetitiva Marcuzzi, nuovo ma che di innovativo ha poco e niente, il GF13 potrebbe essere ricordato come l’edizione che aveva promesso e non mantenuto.

La noia di una prima puntata senza guizzi reali, priva di innovazione e colma di demenzialità è un sonoro fallimento autoriale che gli ascolti premiano con un più che buono 24,64% di share (5.440.000 telespettatori). Il pubblico è affamato, e non sa più scegliere. Se non hanno pane, che mangino brioches.