Grande Fratello. Un pubblico di affamati senza pane? Che mangino brioches!

Grande Fratello 13

Niente di nuovo sul fronte del Grande Fratello. Il format è ormai materia prima maneggiata senza cura da gente che non ha più idee, o non ha più voglia di correre rischi. Un riposo di quasi due anni, la promessa di un ritorno alle origini; attese tradite da un esordio che appare tragicamente come una replica già vista (almeno dodici volte, numero pari a quello delle scorse edizioni del reality).

Si fa molta fatica a credere che non sia venuta in mente nemmeno un’idea per rinnovare una formula allo stremo delle proprie possibilità, e che tutto sia rimasto sorprendentemente uguale a se stesso. Eppure è proprio così. Fatta eccezione per lo studio che ospita una ripetitiva Marcuzzi, nuovo ma che di innovativo ha poco e niente, il GF13 potrebbe essere ricordato come l’edizione che aveva promesso e non mantenuto.

La noia di una prima puntata senza guizzi reali, priva di innovazione e colma di demenzialità è un sonoro fallimento autoriale che gli ascolti premiano con un più che buono 24,64% di share (5.440.000 telespettatori). Il pubblico è affamato, e non sa più scegliere. Se non hanno pane, che mangino brioches.

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