Passato Prossimo: commedia malinconica per chi ha paura del futuro

Passato Prossimo

Ogni giovedì ilballodelcervello.com ospita una mia rubrica cinematografica dal titolo “and the winner is…”, nella quale consiglio i film che credo valga la pena di vedere.

Capita a molti di avere paura dei cambiamenti, di dover fare i conti con l’incertezza di un futuro indecifrabile. Quando ci si laurea, si perde un lavoro, quando finisce un amore, quando si decide di cambiare vita o di farne un impietoso bilancio. Capita anche a me, di avere paura. E questo è uno di quei periodi, uno di quei momenti in cui devi fare i conti con un percorso che ha molte strade, ma nessuna sembra quella giusta. Nessuna strada sembra essere sicura. Questo film lo dedico a quelli che vivono lo stesso timore.

…and the winner is “Passato Prossimo“!

Trama: Un fine settimana estivo e uno invernale si intrecciano con una serie di flashback, che raccontano il passato e il presente di cinque amici: Claudia (Paola Cortellesi), Andrea (Claudio Santamaria), Edoardo (Ignazio Oliva), Carola (Valentina Cervi) e Gianmaria (Claudio Gioè). Attraverso il confronto tra i protagonisti, reso possibile dalla convivenza in una villa di campagna, luogo per loro assai significativo, i sogni e le aspettative si confondono con i ricordi legati alle giornate passate nella casa. Una serie di eventi renderà particolarmente determinante questo fine settimana per la vita di ognuno di loro…

Uscito nelle sale nel 2003, Passato Prossimo è il film che ha segnato l’esordio alla regia di Maria Sole Tognazzi, vincitrice grazie a questa pellicola di un Nastro d’Argento come migliore regista italiano esordiente e di un Globo d’Oro per la miglior opera prima. Difficile incasellarlo, ardua l’impresa di chi volesse definirne il genere. A differenza di ciò che si può pensare leggendone la trama, Passato Prossimo non è la solita storia sui trentenni in crisi. In verità è molto più di questo. È un bellissimo film corale in cui gli elementi della commedia si miscelano sapientemente ad una malinconia di fondo che accompagna lo spettatore e lo avvolge, come fosse uno specchio in cui rivedere le proprie paure, frustrazioni, la crisi personale che ognuno di noi, prima o poi, vive.

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