Tutte le donne (e il genio) di Ozon: “8 donne e un mistero”

Otto donne e un mistero

Ogni giovedì ilballodelcervello.com ospita una mia rubrica cinematografica dal titolo “and the winner is…”, nella quale consiglio i film che credo valga la pena di vedere.

Nuovo inizio per “Il ballo del cervello”, nuovo inizio per la nostra rubrica. Ho cercato per tutto questo tempo un film che potesse collegarsi a “Volver”, di cui abbiamo parlato nell’ultimo appuntamento di “…and the winner is”, prima che il makeover del sito mettesse in pausa i nostri appuntamenti settimanali. Ho spulciato nella mia videoteca qualcosa che fosse ugualmente legato all’universo femminile, che potesse proseguire questo discorso, magari in modo diverso. Fino a quando non è giunta l’illuminazione. Ed è giunta ancora una volta lontana da Hollywood. Non dalla Spagna, però. Questa settimana andiamo in Francia, e ci facciamo accompagnare da un regista eclettico con un particolare interesse per gli ambienti domestici e tutto ciò che essi contengono. Un film che pur escludendo del tutto la componente maschile, la rende in realtà protagonista inconsapevole e occulta delle vite di un nucleo familiare composto solo da donne, esattamente come accade in “Volver”.

…and the winner is “8 donne e un mistero“!

La Trama: Anni cinquanta. In una bellissima villa sommersa dalla neve, sperduta nelle campagne francesi, Marcel, il patriarca di una famiglia tutta composta da donne, viene assassinato. Chi delle otto donne che abitano la casa lo ha ucciso? La moglie (Catherine Deneuve), le due figlie (Virginie Ledoyen e Ludivine Seigner), la cognata (Isabelle Huppert), la sorella (Fanny Ardant), la suocera (Danielle Darrieux), la sfrontata cameriera (Emmanuelle Béart) o la leale governante (Firmine Richard)?

Ambientazione da favola, costumi coloratissimi, fotografia attenta e magistrale (firmata da Jeanne Lapoirie) e una playlist di canzoni che restano in testa fin dal primo ascolto. Se tutto questo non basta a convincere lo spettatore più scettico alla visione di “8 donne e un mistero” allora basta aggiungere che oltre ad essere una divertente commedia, è anche un giallo. Un giallo costruito bene, con un finale credibile e sensato e tutti gli elementi di un noir moderno ma fedele agli schemi più classici. François Ozon firma una pellicola che deve molto al teatro, e che infatti dalle tavole del palcoscenico ha origine, trattandosi di un adattamento della pièce teatrale “Huit Femmes” di Robert Thomas.

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