Intervista a Karin Proia. L’esperienza di “Ombrelloni” e le novità dal set de “Le tre rose di Eva”

Ombrelloni_Karin Proia_DSC3722_(copyright Toty Ruggieri e Anna Camerlingo)

Giuro, non ti farò domande su “Antò, fa caldo”. Immagino tu sia esausta di questo tormentone!

(Ride NdA) Puoi farmi qualsiasi domanda!

Allora cominciamo dalla televisione. Nel tuo passato non c’è soltanto la pubblicità. Hai iniziato come modella e poi sei approdata alla tv. Quando hai scoperto che la tua strada era quella della recitazione?

Quando ho iniziato al lavorare come modella ho capito subito che non faceva per me; non parlare, non poter dare la propria opinione, era frustrante. Non è nelle mie corde. Ho sempre voluto fare la regista, il lavoro da modella mi è servito per pagarmi gli studi. Ho debuttato da protagonista nel 1994 al Teatro Greco di Taormina con “Uno sguardo dal ponte” con Michele Placido. È stata un’emozione fortissima. La mia strada però credo sia la regia, sono convinta di questo. Ho iniziato a fare l’attrice perché penso che per dirigere bene gli attori devi conoscerli a fondo e come conoscerli meglio se non cimentandosi nel loro lavoro? Poi invece recitare mi ha divertito molto, e siccome mi riusciva anche abbastanza facile ho continuato.

Dal 29 luglio ti vediamo in “Ombrelloni” su Rai Due. Che esperienza è stata?

È stato molto divertente perché è stata un’esperienza nuova. Per la prima volta ho girato in studio, mentre di norma lavoravo su set classici, con location che cambiavano… In “Ombrelloni” invece ho dovuto misurarmi con un nuovo modo di lavorare, ed è stato molto interessante.

“Ombrelloni” è una serie nata per il web. Hai seguito l’esperimento? In generale guardi web series?

Ogni tanto guardo le web series, sono una curiosa. Trovo che ci sia molta libertà in questi formati corti, che siano molto adatti ad internet e al tempo che viviamo. Siamo bombardati di informazioni brevi e veloci, e questo tipo di serialità si sposa bene con il nostro presente.

Karin ProiaHo visto che usi i social network, sei iscritta a Facebook e da poco anche a Twitter…

Mi sono iscritta a Twitter da appena tre giorni e ho già scritto 80 tweet. “Cinguetto molto” e sai “uccello in gabbia canta per amor o per rabbia”, mi chiedo perché io stia twittando così tanto (ride NdA). Ne approfitto per far sapere a chi mi scrive che gestisco da sola sia il profilo Twitter sia i due profili su Facebook, tranne il mio profilo pubblico, e che è quindi molto difficile rispondere ai messaggi privati che arrivano. Sono davvero tanti. Quindi non vi arrabbiate!

Tornando alle serie tv, che ricordo hai di Boris?

Io dico sempre che Boris non è una sit-com ma un documentario! Perché in quella serie si cercava di esasperare i personaggi e i comportamenti ma più volte ci siamo resi conto che la realtà ci superava eccome. Più che una parodia è qualcosa di verosimile: i personaggi erano grotteschi ma del resto persone di questo tipo non mancano nel mondo dello spettacolo, così come in quello della politica.

Dal 4 Settembre sei di nuovo in onda su Canale 5 nella serie “Le Tre Rose di Eva”. Come è stato tornare sul set?

Quest’anno è andata meglio, perché trovavo più divertente la trama e sapevo cosa aspettarmi dal punto di vista lavorativo. Non avevo mai girato serie così lunghe, fatta eccezione per “Lo zio d’America”. 14 puntate in 4 mesi comportano orari drastici e questa volta li ho vissuti meglio. Preferisco le mini-serie e film alla lunga serialità, proprio perché si gira in breve tempo.

Mi chiedevo quanto ci fosse di te in Marzia Taviani, il tuo personaggio…

Molto poco, soprattutto nella Marzia della prima serie. Era troppo altruista, e il suo era un altruismo poco fruttuoso. Sono anch’io così, ma cerco di risolvere prima i miei problemi. Se non stai bene con te stessa è difficile poter aiutare gli altri.

Nella seconda stagione Marzia affronta un cambiamento notevole. Sembra più forte, alla fine di un processo di evoluzione…

Quest’anno sbaglia, ma lo fa in maniera positiva, lo fa per il bene, anche se capita che qualcuno ci rimanga male, ma questo fa parte della vita. In questa serie è diventata più istintiva, affronta tutto positivamente, e posso rispecchiarmi, seppur pochissimo, in lei: non sono mai stata abituata a soffrire per amore, penso prima a me, e adesso Marzia finalmente fa la scelta del cuore.

Puoi darci qualche anticipazione sul tuo personaggio?

Oltre a Mancini ci sarà un altro uomo, una persona che mi farà perdere la testa.

Sarai protagonista di un triangolo…

Potremmo definirlo una sorta di triangolo.

Sceneggiatrice, regista, attrice. Negli ultimi anni hai lavorato sia di fronte che dietro la macchina da presa. Qual è il lavoro che preferisci?

Preferirei fare la regista, anche se per ora ho fatto solo cose molte piccole. Spero presto di riuscire a coronare questo sogno e di farlo in maniera continuativa. È bello poter decidere e non essere solo strumento, come succede per l’attore.

Abbandonerai la recitazione?

Se dovessi scegliere fra un film come regista e uno come attrice, sceglierei la regia. Ma fare l’attrice mi diverte tantissimo. Non penso che smetterò mai.

Recensito.net

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