Venezia 70: “Gerontophilia”. Lo scandalo preannunciato (e non pervenuto) di una poesia d’amore

Gerontophilia

Esiste un universo di parafilie, lontane da una norma che è tale solo in virtù di un mero calcolo statistico, sospese nel giudizio e tenute in un angolo riservato alle chiacchiere becere fra curiosi. Esiste una schiera di dita puntate, di differenze che sono il comodo specchio di chi ha bisogno di sentirsi normale. “Gerontophilia”, che Bruce LaBruce presenta alla Biennale di Venezia per le Giornate degli Autori, racconta questo mondo che vive lontano dalla maggiore densità modale e quello, invece, di chi non sa capire perché osserva da lontano. Non ha bisogno di retorica, né di morbosità. Non ha bisogno di essere provocatorio, come sicuramente ci sia aspettava. E non fa ricorso alla tanto attesa (da chi il film non lo ha visto, ma lo ha preventivamente etichettato come scandaloso) sterile pornografia delle immagini. Bruce LaBruce porta sullo schermo una storia d’amore la cui poeticità può essere letta soltanto andando oltre l’accezione negativa della parola perversione.
Lake è un ragazzo di diciotto anni che divide la propria esistenza fra una madre immatura di cui prendersi cura e una fidanzata un po’ eccentrica e convinta femminista. La sua vita cambia quando si accorge di essere attratto da persone molto anziane; il lavoro in una casa di riposo lo porterà alla conoscenza del signor Peabody, 81 anni, di cui si innamorerà perdutamente.
Pier-Gabriel Lajoie (Lake) veste benissimo i panni di un angelo la cui aura innocente filtra la scoperta della gerontofilia, riuscendo ad investirla di una naturalezza mai stucchevole; l’interazione con Walter Borden (Mr. Peabody) è credibile e riesce a non cadere mai nel grottesco. Forte delle fondamenta che due protagonisti così ben caratterizzati rappresentano, il film si muove fra dialoghi magistralmente scritti e una raffinata ricerca estetica. La potenza delle immagini è quasi devastante; LaBruce cerca la passione fra le rughe, sulla carne, fra i capelli bianchi, nel contrasto fra due distinte concezioni di bellezza che si incontrano e diventano una poesia d’amore. Nient’altro che una sorprendente, e ben declamata, poesia d’amore.

Annunci

Commenta con Facebook, Twitter o Google+

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...