Intervista a Barbara De Rossi: “Pupetta? Credo che tornerà”

Barbara De Rossi

Reduce dal successo di “Pupetta”, fiction di Canale5, Barbara De Rossi racconta la carriera divisa fra cinema e televisione, l’esperienza come conduttrice di “Amore Criminale” su RaiTre e il ritorno sul grande schermo con Federico Moccia.

Si è conclusa ieri “Pupetta, il coraggio e la passione”, fiction di Canale5 in cui ha interpretato il ruolo di Elvira. Quale crede sia stato il motivo del successo della serie?

La storia che viene raccontata è una storia d’amore e l’amore interessa tantissimo il pubblico, al di là del fatto che Pupetta Maresca sia un personaggio di camorra, presumo siano il coraggio, la passione e l’amore il mix di ingredienti vincenti.

Ha letto delle proteste delle associazioni anti-camorra?

Si, e le rispetto profondamente. Il personaggio di Pupetta non è affidato a me quindi non posso dirle molto. Posso parlarle di quello che accade ad Elvira, che è una donna che si fa una sorta di giustizia personale, anche dettata da un sentimento che spesso e volentieri viene espresso in maniera generale dalle persone, tanta è la nefandezza di quello che viene subito. Però bisogna tener conto del fatto che si tratta di un racconto cinematografico, e che la realtà è diversa ovviamente.

Quindi la sua scelta di interpretare Elvira non è stata tormentata?

Elvira è una donna onesta che ha vissuto, come tante donne del sud in quel periodo, in funzione della famiglia. È una donna di popolo, che ha cresciuto i suoi fratelli, come è successo a tante. Per questo, tornando alle polemiche, le dico che sento in maniera minore questa responsabilità, anche se sono convinta che le associazioni abbiano tutto il diritto di protestare. D’altra parte dopo l’esperienza di “Amore Criminale” su Raitre posso capire cosa significa avere a che fare con il dolore vero, quello che tocca da vicino.

Dovendo fare un bilancio dei ruoli interpretati nella sua carriera direi che quelli drammatici superano di gran lunga quelli brillanti…

È vero, il numero di ruoli drammatici è decisamente superiore. Ho cominciato a recitare a sedici anni, ero giovanissima. Sono nata in un periodo nel quale il cinema era molto commerciale e ho deciso subito di fare una scelta di qualità. Ho studiato e impostato la mia carriera in una certa maniera. All’età di diciassette anni ho interpretato la mia prima fiction. È stato un percorso voluto ma anche molto naturale.

Quelli drammatici sono i ruoli che preferisce?

Non direi che li preferisco. Un attore deve essere in grado di fare tutto, non c’è una specializzazione. Diciamo che nel mio caso si è venuta a creare una situazione per cui sono stata stimata per dei ruoli più drammatici. E questo mi ha permesso di partecipare a tutte le fiction più belle e apprezzate della Rai.

Di recente abbiamo avuto modo di vederla in tv con “Amore Criminale” su Raitre. Crede che essere attrice le sia stato d’aiuto in questa esperienza?

Rimanere indenni di fronte al dolore vero è difficile. Ho sentito il peso di questa trasmissione, me lo sono portato nel cuore. Ho vissuto dei momenti difficili durante le interviste, non è stato affatto semplice. È un impegno che ha delle sue implicazioni emotive. Non si tratta tanto della fatica del lavoro, è una fatica dell’anima che ti lascia il segno. Ho cercato di avere misura e tatto perché gli argomenti sono talmente forti e crudi che non serve esagerare, ma dovevo essere me stessa, non ho dovuto interpretare un ruolo. Mi è stata richiesta una delicatezza che certo rientra anche nella sfera della professionalità, ma che è del tutto personale. Forse con la voce, durante i filmati, ho cercato di far arrivare delle emozioni. La mia esperienza mi ha aiutato a raccontarli, a trasmettere al pubblico le sensazioni vere, il dolore, la paura. Ma nella conduzione non c’era la Barbara attrice.

Da diversi anni è impegnata nel sociale come presidente dell’Associazione Diritti Civili che difende i diritti di donne e bambini. Immagino, dalla scelta di “Amore Criminale”, che sia una tematica che le sta molto a cuore…

Abbiamo realizzato diverse campagne contro la violenza sulle donne, l’associazione si è sempre mossa in questo senso. Cerchiamo di sensibilizzare su diversi argomenti, dal problema dei bambini abbandonati nei cassonetti alla tragedia delle donne sfregiate dall’acido. “Amore Criminale” senza dubbio è stata una trasmissione che mi ha fatto piacere condurre, non solo perché tratta un argomento di grande attualità, ma anche perché ha a che fare con le donne.

“Amore Criminale” prova ad informare e raccontare senza essere mai morboso. Come si pone nei confronti delle critiche alla tv del dolore?

Infatti non è mai morboso, questa non è tv del dolore. Le storie di “Amore Criminale” vengono trattate con il permesso della famiglia, non abbiamo mai parlato di storie senza un consenso. In generale tutto ciò che è intrusione e invasione esagerata nei fatti nella gente, nel dolore delle persone, andrebbe attutita e non praticata in maniera ossessiva come accade oggi.

Lei appare come una persona molto solare e dotata di grande ironia. Non ha mai pensato alla conduzione di un programma di intrattenimento più leggero?

Non ci ho mai pensato e non so se ci penseranno gli altri, ma dovrebbe essere una cosa costruita ad hoc per me, visto che non sono certamente il tipo di conduttrice classica. Ho una carriera alle spalle, non ho più trent’anni (ride ndr), dovrebbero propormi qualcosa pensato su misura per me.

Presto tornerà al cinema con il nuovo film di Moccia. Può darci delle anticipazioni sulla storia e sul suo ruolo?

Il film si intitola “Universitari”, e io interpreto la mamma della protagonista, una donna che vive un rapporto difficile con sua figlia, come spesso succede con gli adolescenti. Non posso anticiparle troppo!

Manca dal grande schermo dal 2007. Come vive questo ritorno al cinema?

La mia carriera si è sempre divisa un po’ fra cinema e televisione. Ho cominciato con il grande schermo e poi sono stata rapita dalla Rai a 17 anni, e vivo la mia carriera in modo molto sereno. Mi fa piacere tornare al cinema, certo.

Dovendo fare una scelta, il cuore di Barbara De Rossi è più legato al cinema o alla televisione?

Che sia in tv o al cinema, io amo recitare. Ho una grandissima passione che è anche un grandissimo privilegio. La televisione, e soprattutto la Rai, mi ha dato da sempre la possibilità di interpretare dei ruoli talmente belli e completi, e che hanno incontrato con tanto favore il cuore del pubblico, che non posso dire che quelli cinematografici siano stati migliori. Sono legata a “La Piovra”, a “La storia spezzata”, a tutte le coproduzioni internazionali che mi hanno permesso di lavorare da protagonista con attori americani formidabili come Anthony Hopkins e Susan Sarandon, che non avrei avuto modo di incontrare al cinema.

Visto il successo incontrato da “Pupetta”…

So già che cosa vuole chiedermi, se la serie avrà un seguito. Posso dirle che probabilmente, proprio in virtù del grande successo che ha avuto, ci sarà. Conoscendo i meccanismi televisi suppongo che Pupetta tornerà…

Recensito.net

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6 pensieri su “Intervista a Barbara De Rossi: “Pupetta? Credo che tornerà”

  1. TeleManiacoRai ha detto:

    “Posso parlarle di quello che accade ad Elvira, che è una donna che si fa una sorta di giustizia personale, anche dettata da un sentimento che spesso e volentieri viene espresso in maniera generale dalle persone”

    MA STIAMO SCHERZANDO?

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