Qualità, questa sconosciuta. Anna Maria Tarantola e lo strano accostamento “Isola dei Famosi” – “Miss Italia”

Anna Maria Tarantola

“Credo che la Rai, come concessionaria del servizio pubblico in Italia, debba avere una sua distinguibilità, una sua cifra. Penso che una persona, quando accende la Tv, debba capire se sta guardando la Rai o un’altra emittente. […] La qualità, sempre, in tutto: informazione, fiction, intrattenimento”. E ancora: “È la sfida che ci proponiamo e, per esempio, Benigni, con la lettura della Costituzione in tv, ha dimostrato che è possibile. Abbiamo abolito “L’isola dei famosi” e “Miss Italia” perché non rientravano in questo progetto”. Anna Maria Tarantola sembra pronta a fare la rivoluzione, e dalle pagine de La Stampa, che raccoglie una lunga intervista alla donna al vertice di Viale Mazzini, ne annuncia i punti programmatici. E sono punti che meritano quantomeno una riflessione.

Qualità, dunque, sembra essere la parola d’ordine del cambiamento, una svolta più volte auspicata dai detrattori dei reality e della tv trash. E se è vero che sulla parola “trash” si potrebbe ragionare per pagine e pagine – cercando di capire cosa sia spazzatura e cosa no, o ancora dove e quando questo tipo di televisione abbia avuto origine – bisogna quantomeno ammettere che anche il termine “qualità” si può vestire di un’aura di soggettività che lo relativizza e ne rende difficile la traduzione in fatti concreti.

L’eliminazione dal palinsesto di “Miss Italia” è un fatto storico per la nostra televisione, la cui attuazione richiedeva un buon senso fino a oggi latitante nella tv di stato. La figura della reginetta di bellezza è ormai invecchiata tristemente, svilita nel suo costume sgambato, ogni anno sempre più stanca. E sempre meno seguita. A dispetto dei numerosi tentativi di rianimazione, “Miss Italia” versa in uno stato comatoso da anni, attaccata dai detrattori e abbandonata dal pubblico.

Lo stesso non si può dire de “L’Isola dei Famosi”, che con Nicola Savino al timone ha vissuto un momento di rinascita; i naufraghi, come le miss, hanno i loro implacabili detrattori, ma sono supportati da un pubblico che, seppur esigente in fatto di intrattenimento (non tutto piace, molto di quello che si sperimenta fallisce), ha deciso di premiarli. Chi può dire che quello dell’isola non sia un reality di qualità? Perché la televisione, inutile negarlo, è fatta per il pubblico e dal pubblico, che ne condiziona il palinsesto scegliendo cosa guardare o non guardare. Il nodo del discorso è semplice. Come il concetto di “trash”, anche quello di qualità non esiste in valori assoluti, e va considerato relativamente al genere di appartenenza del programma. Escludere che esista un reality di qualità significa escluderne automaticamente dal palinsesto il genere.

Inoltre, citare Benigni come sinonimo di qualità significa tener presente anche che l’ultimo esperimento del comico toscano, “TuttoDante”, in onda su Raidue, sia stato un flop dai risvolti catastrofici. Un programma sul quale si investe molto non può fallire, non deve fallire. Perché in un paese in cui la cultura latita, una débâcle di Benigni non è un segno da trascurare. “La più bella del mondo”, serata-evento legata alla Costituzione che ha regalato alla Rai numeri da capogiro, non ha assicurato che il successo potesse ripetersi. Anzi, è accaduto esattamente il contrario.

Che Anna Maria Tarantola abbia deciso di ignorare lo share e i suoi numeri in nome di una tv dagli intenti più alti? E come si coniuga questo intento con il bisogno di pubblicità? Interrogativi che fanno dubitare sulla fattibilità del suo progetto. E che mettono in discussione l’accostamento, quanto meno stridente, di un divertente naufragio su “L’isola dei Famosi” con un tristissimo, ennesimo, scettro alla vecchia “Miss Italia”.

Recensito.net

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8 pensieri su “Qualità, questa sconosciuta. Anna Maria Tarantola e lo strano accostamento “Isola dei Famosi” – “Miss Italia”

  1. La Rockeuse ha detto:

    Non che sia una fan di Miss Italia ma penso che abbia una lieve dignità in più rispetto all’Isola dei famosi e altre trashate. Magari lo ridurrei però ad una sola serata! Per dire, pure Sanremo è un baraccone ma si tratta di programmi che sono parte della storia del costume italiano!

    • Biagiochi? ha detto:

      Non sono d’accordo su Miss Italia, ma queste sono opinioni e quindi va bene così. Sulle tradizioni posso solo dire che una tradizione non è necessariamente una cosa giusta. Per di più non vedo perché una rete tv debba investire in uno show che non guarda nessuno! Buonanotte cara!

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