Arrivederci a Grey’s Anatomy: un finale per risalire la china

Grey's Anatomy

Sulle note di Freight Train di Sara Jackson-Holman si è conclusa giovedì scorso negli Stati Uniti la nona stagione di Grey’s Anatomy, con un finale che di sicuro non ha deluso le aspettative dei numerosi fan di Meredith e company.
Peccato che il – già largamente apprezzato – talento di Shonda Rhimes, creatrice e sceneggiatrice della serie, sia esploso prepotente solo nelle battute finali di questo nuovo ciclo; l’impressione è quella di una stagione dalla drammaturgia pressoché assente, in cui l’impianto narrativo sia stato volutamente rallentato, come a voler essere preparatorio al finale. Meno tragico di quanto non siano stati i suoi illustri precedenti sotto il profilo di perdite sul fronte del cast, il ventiquattresimo ed ultimo episodio di questa nona stagione, ha comunque dato motivo ai telespettatori di restare col fiato sospeso. Accantonato così l’ormai celebre toto-morto (il rinnovo dei contratti degli attori del cast è un tema più che noto alle cronache di spettacolo di tutto il mondo), la sceneggiatura questa volta ha regalato evoluzioni sentimentali e psicologiche ben strutturate, sorrette da dialoghi sempre all’altezza delle aspettative.
L’impressione è che col tempo Grey’s Anatomy sia diventato sempre meno il serial di Meredith Grey, per autoimporsi diligentemente di dedicare la giusta attenzione a tutti i suoi protagonisti, nella consapevolezza che cambiamento è sinonimo di novità. E non si può dire che il pubblico non ricerchi proprio la novità, soprattutto in una serie dall’ormai proverbiale longevità. È così che questo finale ha saputo muoversi su più fronti, risultando un piccolo capolavoro di tensione continua.
Spiccano fra le altre le interpretazioni di Jessica Capshaw (la dottoressa Arizona Robbins), bravissima nel rendere la crisi emotiva del proprio personaggio e nello svelarne, in un intenso dialogo rivelatore, le difficoltà e le conseguenze dovute all’amputazione della gamba; Gaius Charles (Shane Ross) che si conferma fra le new entry più interessanti, incassando anche il plauso su Twitter della collega più illustre Ellen Pompeo (Meredith Grey); Sandra Oh, ancora una volta magistrale nel rendere la coerenza – struggente, perché non priva di drammatiche conseguenze – della sua Cristina Yang.
Nonostante la tanto chiacchierata flessione degli ascolti, sono stati in 8.99 milioni i telespettatori statunitensi incollati allo schermo per quest’ultimo episodio, confermando la leadership che la serie ha sulla fascia di adulti 18-49.

Recensito.net

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