Notorious: è un crimine non averlo mai visto

notorious

Ogni venerdì ilballodelcervello.com ospita una mia rubrica cinematografica dal titolo “and the winner is…”, nella quale consiglio i film che credo valga la pena di vedere.

 

Mea culpa. Scrivere una rubrica di film da consigliare e far aspettare Hitchcock per ben tre settimane può essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio crimine. Anche dover selezionare un solo film fra tutti i capolavori del maestro è un misfatto non da poco. Ma visto che mi sono imposto di parlarvi di un solo film a settimana, la scelta è ricaduta su quello che coniuga meglio gli aspetti di una vera e propria spy story a quelli del film romantico, così romantico da mozzare il fiato; che voi siate per la suspense o per il sentimentalismo più smielato, in questo capolavoro troverete sicuramente pane per i vostri denti.

And the winner is… “Notorious”!

La Trama: Elena (Ingrid Bergman) è la figlia di una spia tedesca condannata alla fine della guerra. Per amore della patria e di Devlin, un agente interpretato da Cary Grant, deciderà di volare in Brasile per indagare su un gruppo di nazisti capeggiati da Alexander Sebastian (Claude Rains)…

Notorious fu definito da Truffaut la quintessenza del cinema di Alfred Hitchcock. In questo film girato nel 1946, nel periodo americano del regista, Hitchcock sembra essere al suo meglio; le prodezze stilistiche di cui è capace si sposano perfettamente con la trama gialla sceneggiata da Ben Hecht, e del genere diverranno poi canoni stilisti imitati ed omaggiati nel tempo a venire. Fin dall’inizio è chiaro che il regista voglia usare la narrazione come pretesto per porre enfasi sulle proprie scelte tecnico-formali: l’uso dei carrelli che seguono sguardo e movimenti dei personaggi creano la suspense di cui Hitchcock è maestro, e le false soggettive spiazzano e stupiscono lo spettatore. Lo sguardo è in Notorious assolutamente centrale, come accade in gran parte della sua produzione; è lo sguardo deformato di Elena, lo guardo in soggettiva che contribuisce a creare l’intreccio narrativo, lo sguardo del regista sui personaggi, sulle loro colpe e le loro espiazioni. Le carrellate ottiche di Elena sotto effetto del veleno diventano così un nuovo elemento della grammatica cinematografica, e ne fanno parte dal momento in cui Hitchcock le usa. L’alta gru che si conclude con il dettaglio delle chiavi nella mano di Elena, durante la celebre sequenza del ricevimento, è un altro esempio lampante di quanto gli occhi di chi guarda siano fondamentali per il regista e per lo svolgimento del film.

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2 pensieri su “Notorious: è un crimine non averlo mai visto

  1. La Rockeuse ha detto:

    Sono una fan di Hitch della prima ora e questo film mi è piaciuto tanto, benché il mio preferito rimanga “Marnie”. Però è vero, capolavori come “Notorius” ma anche “Psycho” non possono non essere visti!

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