IL MONDO DELLE ACCADEMIE STRANIERE A ROMA NEL “THE REVERSE GRAND TOUR” DI VALERIO ROCCO ORLANDO

"The Reverse Grand Tour" di Valerio Rocco Orlando

Come vive un artista straniero nella città eterna? Qual è la sua concezione di ricerca artistica e che cosa di Roma lo condiziona in questa fondamentale attività? In che modo le più prestigiose accademie straniere convivono sul suolo italiano e quanta influenza ha la nostra cultura sul modo di lavorare degli artisti che queste ospitano? A tutti questi interrogativi cerca di dare risposta “The Reverse Grand Tour”, progetto di Valerio Rocco Orlando in mostra alla Galleria Nazionale D’Arte Moderna di Roma dal 6 marzo 2013.
Una serie di fotografie scattate nelle accademie straniere di Roma introduce ad un video che è il fulcro, la sintesi e l’oggetto di un lavoro che si pone a metà fra un esperimento sociologico e un grande documentario d’autore. Sullo schermo gli artisti si raccontano, ognuno nella propria lingua (il video è interamente sottotitolato in italiano), componendo un variegato ritratto delle accademie straniere, dei diversi modi di lavorare e di porsi di fronte alla possibilità del confronto; con gli altri artisti, con un paese straniero, con un concetto di spazio diverso. La scelta del bianco e nero rende il lavoro unitario e allo stesso tempo conferisce alle interviste una valenza di documento che permette allo spettatore di poter fruire dell’intero video (della durata di circa 50 minuti) o di soli frammenti, come se le esperienze narrate fossero componibili, smontabili, e avessero ognuno la propria indipendente valenza artistica e dignità narrativa. Valerio Rocco Orlando è in questo lavoro un occhio esterno, un narratore invisibile, che non interviene mai e lascia scorrere le immagini, le parole.
Eppure la sua presenza si intravede nell’analisi di quelle vite che sta sfiorando con il suo “tour”, anche e soprattutto nella visione critica che questo progetto fa passare fra le maglie del racconto: l’immagine di questi artisti quasi avulsi dalla realtà, chiusi e isolati nelle loro isole felici, come se il territorio fosse un recinto da osservare più che un terreno sul quale sporcarsi le mani.

Recensito.net

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